| BIRRA ALLA ROSA:
COME SI PRODUCE E COME SI DEGUSTA
La nuova birra nata in Valle Scrivia, che utilizza i
petali delle rose da sciroppo locali "va degustata
con tutti i cinque sensi" ha spiegato il beer-taster
Lorenzo Dabove.
Genova, 8 - Acqua, malto d'orzo, luppolo, lieviti ed
estratto di petali di rosa, delle particolari e profumatissime
rose da sciroppo della Valle Scrivia. E' questa la ricetta
della nuova Birra alla Rosa, nata alla Fabbrica Birra
di Busalla in collaborazione con l'Associazione le rose
della Valle Scrivia, ed è una birra completamente
artigianale non pastorizzata, non filtrata, da bere
fresca, alla temperatura di sei gradi. "Qualche
anno fa non avrei mai pensato di assaggiare grandi birre
artigianali anche in Italia, ma mi sono dovuto, con
infinito piacere, ricredere - dice Lorenzo Dabove, "Kuaska"
nell'Olimpo dei degustatori, affiancato da Stefano Chiarolini
e Lorenzo Dabove del drew pub - e oggi il nostro paese
è all'avanguardia nelle birre artigianali. Qui
alla Fabbrica di Busalla era già stata eccezionale
la Castagnasca, ed ora quella alla Rosa è un'altra
grande birra autoctona che esprime creatività,
fantasia e qualità del territorio: non è
assolutamente una trovata, ma esprime una vera, autentica
concezione di birra". La Birra alla Rosa si comincia
a degustare - ha detto Kuaska che questa mattina ha
tenuto una seguitissima dimostrazione alla Fabbrica
della Birra - con il tatto e l'udito, quando la si stappa,
e si prosegue con la vista del suo colore paglierino
e opalescente, poi si passa all'olfatto, tappa fondamentale,
per cogliere la tenue, lieve nota di rosa insieme al
sentore di malto dalle note mielate dei suoi amidi trasformati
in zuccheri e dalle lievi tonalità erbacee del
luppolo". E poi, finalmente, il "maestro"
ha dato il via libera per avvicinare i bicchieri alle
labbra: "prima la punta della lingua, che fa sentire
prevalente la tonalità dolce, poi una bella sorsata
per cogliere il retrogusto, leggermente amaro e dal
taglio secco, molto opportuno perché fa subito
desiderare di berne ancora, infine una boccata piena,
per sentirne il corpo, in questo caso tenue, perché
è una birra estiva, da bere con facilità".
A proposito, vietato parlare di birra: "da quando
la bevanda è stata inventata 3800 anni prima
di Cristo dai Sumeri esistono tante birre, non una birra.
Quella alla rosa, per esempio ha meno calorie di un
succo di carote, certe ne hanno invece più di
un pranzo di Natale"
Fonte : Provincia
Genova
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